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La Commissione Internazionale per la storia delle città è stata fondata all'indomani del primo Congresso Internazionale di Scienze Storiche che si effettuò dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, svoltosi a Roma nel 1950. Ha lo scopo di promuovere la storia delle città europee.

La Commissione intende la città come frutto delle trasformazioni che la società urbana che la abita ha saputo imprimerle attraverso i tempi. La società è, a sua volta, il frutto delle trasformazioni politiche, istituzionali, economiche, culturali, spirituali che ha vissuto. L'approcio storico riguarda quindi tutti i diversi aspetti (fisici, politici, culturali, sociali) che ne hanno determinato sviluppi e contrazioni.

Il metodo è quello della storia comparata, basato su alcuni grandi temi di lavoro che consistono nella preparazione degli Atlanti Storici, redatti nei singoli Paesi, ma con criteri omogenei, dell'Elenchus fontium (un'antologia di fonti medievali fino all'anno 1250) e le Bibliografie nazionali relative alla storia delle città. Recentemente un impulso forte è stato dato alla preparazione degli Atlanti Storici, con la creazione dell' Atlas Working Group, per coordinare il lavoro dei singoli Paesi.

La Commissione è membro affiliato del Comité International de Sciences Historiques. Partecipa di diritto ai Congressi internazionali organizzati da quell'organismo, che si svolgono ogni cinque anni. Per svolgere questo compito, ogni cinque anni viene scelto dall'Assemblea Generale dei membri della Commissione un tema generale su cui lavorano i singoli Paesi. Alla fine del quinquennio la relazione di sintesi viene presentata in seduta pubblica al Congresso internazionale.

Attualmente il tema scelto è "L'immagine della città", deciso nella riunione di Oslo del 2000. La relazione di sintesi verrà presentata al Congresso internazionale di Sydney (Australia) nel 2005.